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Piero Vassallo
Pio XII ed il genio spirituale dell'umanesimo
Non tutti gli dei pagani erano specchio dell'umana miseria. L'Olimpo fu abitato anche da un dio pietoso, intento a soccorrere gli uomini: Prometeo, il provvidente, colui che donerà agli uomini le arti necessarie a piegare gli ostili elementi della natura alle esigenze della vita.
Narra Platone che una divinità insipiente e distratta fece l'uomo privo della qualunque difesa e perciò inadatto alla vita: "le altre creature erano accuratamente fornite di tutto e l'uomo ignudo, scalzo, senza giaciglio, inerme".
La miserevole condizione degli uomini mosse a pietà Prometeo: "allora il dio, non sapendo quale mezzo di salvezza escogitare ruba, insieme con il fuoco, la scienza fatta abito d'arte e ne fa dono all'uomo".
Eschilo, dal suo canto, racconta che non soltanto il fuoco e la ragione ma i princìpi di tutte le arti furono donate agli uomini da Prometeo: la caccia, l'agricoltura, la medicina, l'architettura, la navigazione e, in breve, tutte le tecniche necessarie a far prevalere l'umanità su mondo ostile...
Pio XII e l'Enciclica Sacra Virginitas
Dalla Conferenza di S. E. Cardinal Mauro Piacenza
Prefetto della Congregazione per il Clero
Lunedì 24 gennaio 2011 – Ars
Il Celibato sacerdotale, fondamenti, gioie, sfide
Gli insegnamenti del Papa sull’argomento: da Pio XI a Benedetto XVI
Un contributo determinante dal punto di vista magisteriale è stato dato dall’Enciclica Sacra Virginitas, del 25 marzo 1954, del Servo di Dio Pio XII. Essa, come tutte le Encicliche di quel Pontefice, rifulge per la chiara e profonda impostazione dottrinale, per la ricchezza di riferimenti biblici, storici, teologici, spirituali, e costituisce ancora oggi un punto di riferimento di notevole rilievo.
Se, in senso stretto, l’Enciclica ha come oggetto formale, non il celibato ecclesiastico, ma la verginità per il Regno dei Cieli, nondimeno moltissimi sono, in essa, gli spunti di riflessione e gli espliciti riferimenti alla condizione celibataria anche del Sacerdozio.
Il Documento si compone di quattro parti: la prima delinea la “vera idea della condizione verginale”, la seconda identifica e risponde ad alcuni errori dell’epoca, che non perdono la loro problematicità anche nell’oggi, la terza parte delinea il rapporto tra verginità e sacrificio, mentre l’ultima, a mo’ di conclusione, delinea alcune speranze e alcuni timori legati alla verginità.
La verginità, nella prima parte, è presentata come un modo eccellente di vivere la sequela di Cristo. «Che cos’è, infatti, seguire se non imitare?» si domanda il Pontefice. E risponde: «Tutti questi discepoli hanno abbracciato lo stato di verginità per la conformità allo Sposo Cristo. […] La loro ardente carità verso Cristo non poteva contentarsi di vincoli di affetto con Lui: essa aveva assoluto bisogno di manifestarsi con l’imitazione delle Sue virtù e, in modo speciale, con la conformità alla Sua vita tutta consacrata al bene e alla salvezza del genere umano. Se i sacerdoti […] osservano la castità perfetta, questo è in definitiva perché il loro Divino Maestro è rimasto Egli stesso vergine fino alla morte».
In realtà, e non certo a caso, il Pontefice assimila la condizione verginale sacerdotale a quella dei religiosi e delle religiose, mostrando, in tal modo, come il celibato, che differisce dal punto di vista normativo, abbia in realtà il medesimo fondamento teologico e spirituale...
E’ con grande gioia che il Comitato Papa Pacelli comunica che S. Em. Rev.ma il Cardinale Angelo BAGNASCO, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha concesso il Suo imprimatur alla nuova preghiera che è stata composta dopo la proclamazione della eroicità delle virtù del Venerabile Pio XII.
Possa questa preghiera, che abbiamo sottoposto anche alla Postulazione, aiutare i fedeli a sempre più amare il Ven. Pio XII e a ricorrere alla Sua intercessione, al fine di ricevere dal Signore grazie e miracoli che ottengano la Sua tanto desiderata Beatificazione.
Il Ven. Pio XII, che ha illustrato il mistero della Chiesa quale Corpo mistico di Cristo ottenga al Santo Padre Benedetto XVI di sanare con la pazienza dell’amore le tensioni e le divisioni nella Chiesa, di rafforzare la speranza nella quale siamo stati salvati, di esercitare con mite fermezza il supremo ministero apostolico, di far giungere il dono della fede ai confini della Terra.
Avv. Emilio Artiglieri
Avvocato della Rota Romana
Coordinatore Comitato Papa Pacelli
Mons. Prof. Nicola Bux
Consultore per la Congregazione della Dottrina
della Fede, per la Congregazione delle Cause dei
Santi e per l’Ufficio delle Celebrazioni
Liturgiche del Sommo Pontefice
Di seguito è possibile scaricare in formato PDF la preghiere del Venerabile Pio XII a Maria SS. Assunta.
La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L’unione definitiva, spirituale e corporea, dell’uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione.
Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.
Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto “Protoevangelo”, contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associatinel dolore e nell’amore per riparare la colpa dei nostri progenitori.
Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria.
Quest’ultima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano, e come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la resurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l’assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.
In occasione dell'Anno Sacerdotale, vogliamo ricordare questo splendido discorso di Pio XII
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO NAZIONALE ITALIANO
DEI SACERDOTI ADORATORI
Venerdì, 28 aprile 1939
Quale spettacolo è quest'adunanza di sacerdoti, il cui proposito, degno degli angeli, è di adorare in singolar modo quel Dio che promise agli Apostoli di essere con loro tutti i giorni fino alla consumazione dei secoli! Noi vediamo, Venerabili Fratelli e diletti Figli, adempita in voi questa promessa, in voi che continuate e perpetuate il ministero apostolico di istruire le genti, di battezzarle e di insegnar loro tutto quello che Cristo agli Apostoli aveva comandato. Non ha egli pure annunziato che dove fossero anche due o tre persone congregate nel nome suo, quivi sarebbe egli in mezzo a loro? Il Salvatore divino è con noi, non già come ombra fugace della fama e del nome che resta sulle tombe e sui monumenti dei grandi uomini che passano, ma quale Dio presente nella sua divinità e umanità, Dio nascosto nell'ombra dei pani mutati: ombra che Ci par di ravvisare in quelle tenebre del lago di Tiberiade, in quella notte che Cristo camminava sopra i marosi, e ai discepoli a fatica remiganti parve fantasma. No, non è un fantasma il Dio dei tabernacoli che adoriamo. E quel medesimo che allora disse ai pavidi discepoli: Abbiate fiducia; sono io, non temete. E quel medesimo che dice: Eccomi con voi tutti i giorni fino alla consumazione dei tempi...
Il piano nazista per uccidere Pio XII
Da "L'Osservatore Romano" di mercoledì 17 giugno 2009
Hitler voleva far rapire o uccidere Pio XII. Voci di un simile piano erano già emerse in passato. Nel 1972 ne aveva parlato il generale delle SS Karl Wolf riferendo di un suo incontro con il Papa il 10 maggio 1944.Tuttavia di questo particolare progetto non si sono avuti riscontri. Mentre, secondo quanto riportato il 16 giugno da “Avvenire”, sarebbero «più concrete le voci di un piano organizzato dal Reichssicherheitsamt» («Quartier generale per la sicurezza del Reich») di Berlino dopo il 25 luglio 1943. Il quotidiano in particolare cita una fonte diretta, il figlio di uno dei personaggi chiave, Niki Freytag von Loringhoven, 72 anni, incontrato a Monaco. Secondo il suo racconto, il 29 e 30 luglio si svolse a Venezia un incontro segreto per informare il capo del controspionaggio italiano, generale Cesare Amè, dell’intenzione del Führer di punire gli italiani per l’arresto di Mussolini con il rapimento o l’uccisione di Pio XII e del re. A tale scopo arrivarono in aereo direttamente da Berlino il capo dell’Ausland/Abwehr (controspionaggio), Ammiraglio Wilhelm Canaris, e due colonnelli della sezione II (sabotaggio), Erwin con Lahousen, e Wesswl Freytag von Loringhoven. Amè, secondo quanto riportato da «Avvenire», una volta rientrato a Roma, divulgò la notizia e il piano venne accantonato.
Conferenza dell’Avv. Emilio ARTIGLIERI, Segretario e Coordinatore del Comitato Papa Pacelli, in occasione della presentazione dell’ultimo libro di Suor Margherita MARCHIONE: “PAPA PIO XII. Un’antologia di testi nel 70° anniversario dell’Incoronazione” (Libreria Editrice Vaticana)
Più volte si è affermato che il vastissimo e approfonditissimo insegnamento di Papa Pacelli rappresenta, per così dire, le fondamenta su cui hanno lavorato i Padri del Concilio Vaticano II e su cui poggiano gli stessi testi conciliari, e più in generale il recente Magistero della Chiesa, ma anche la recente disciplina ecclesiastica.
Prendendo spunto dal viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI in Africa, svoltosi nello scorso mese di marzo, e dal prossimo Sinodo per l’Africa, che si terrà dal 4 al 25 ottobre, mi piace questa sera soffermarmi con Voi su qualche riflessione sulle Encicliche missionarie di Pio XII, Encicliche che ben descrivono il Suo generoso senso di cattolicità, il Suo cuore di Padre universale.
Infatti, “lo spirito missionario e lo spirito cattolico sono una sola e stessa cosa. La cattolicità – insegnava Pio XII nella seconda Enciclica missionaria, la Fidei Donum – è una nota essenziale della vera Chiesa: a tal punto che un cristiano non è veramente affezionato e devoto alla Chiesa, se non è ugualmente attaccato e devoto alla sua universalità, desiderando che essa metta radici e fiorisca in tutti i luoghi della Terra”...
Pio XII: Polemiche Pretestuose
di Casalino Pierluigi
Ogni volta che si riaccende il dibattito sulla figura e sul pontificato di Pio XII tornano puntuali le polemiche. Si tratta di considerazioni spesso pretestuose nei confronti di una personalità, che resta centrale nella storia del XX secolo. Uomo di straordinarie intuizioni profetiche, Papa Pacelli svolse un ruolo difficile, mai separato dalla sua universale missione pastorale. Ricorrente è la tentazione di contrapporre le diverse sensibilità dei Papi, dimenticando la continuità del Magistero della Chiesa. Pio XII già concepì il disegno conciliare...
AI PARTECIPANTI AL SIMPOSIO
PROMOSSO DALLA "PAVE THE WAY FOUNDATION"
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo - Sala degli Svizzeri
Giovedì, 18 settembre 2008
Stimato Signor Krupp,
Gentili Signore e Signori,
è per me un vero piacere incontrarvi al termine dell'importante simposio promosso dalla Pave the Way Foundation, che ha visto la partecipazione di eminenti studiosi per riflettere insieme sull'opera generosa compiuta dal mio venerato Predecessore, il Servo di Dio Pio XII, durante il difficile periodo del secolo scorso, che ruota attorno al secondo conflitto mondiale. A ciascuno di voi rivolgo il mio più cordiale benvenuto. Saluto in modo particolare il Sig. Gary Krupp, Presidente della Fondazione, e gli sono grato per i sentimenti espressi a nome di tutti i presenti. Gli sono inoltre riconoscente per le informazioni che mi ha dato su come si sono svolti i vostri lavori in questo vostro simposio, in cui avete analizzato senza preconcetti gli eventi della storia, unicamente preoccupati di ricercare la verità. Il mio saluto si estende a quanti si sono a voi uniti in questa vostra visita, e colgo volentieri l'occasione per inviare il mio cordiale pensiero ai vostri familiari e alle persone a voi care...
DELLA MORTE DEL SERVO DI DIO PIO XII
CONFERENZA DEL CARD. TARCISIO BERTONE,
SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ
Pontificia Università Gregoriana
Giovedì, 6 novembre 2008
EUGENIO PACELLI
SEGRETARIO DI STATO E ROMANO PONTEFICE
Premessa
Desidero innanzi tutto ringraziare i due magnifici rettori della Gregoriana e della Lateranense – il nostro ospite di questa mattina, il reverendo padre Ghirlanda, e l’arcivescovo Fisichella – per l’invito a introdurre questo convegno, importante e molto opportuno, sull’eredità del magistero di Pio XII. Come premessa ai lavori che affronteranno questo tema, ancora poco studiato, si colloca bene un panorama sull’opera di Eugenio Pacelli come cardinale segretario di Stato di Pio XI e camerlengo di Santa Romana Chiesa, e personalmente sono lieto e onorato di poterlo delineare nella veste di suo attuale successore in questi medesimi incarichi...
"PIO XII: L'UOMO E IL PONTIFICATO"
SALUTO DEL CARD. TARCISIO BERTONE,
SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITÀ
Martedì, 4 novembre 2008
Signori Cardinali,
Eccellenze Reverendissime,
Signor Sindaco, Illustri Autorità,
cari amici!
Sono tante le manifestazioni in programma quest’anno, a ricordo del passaggio da questa terra al Cielo del venerato Pontefice, il Servo di Dio Pio XII, che si spense alle prime ore del giorno 9 ottobre del 1958. Sono trascorsi 50 anni dal quel giorno in cui moriva Eugenio Pacelli, che è stato il Papa della nostra giovinezza – mi riferisco a noi più anziani che abbiamo vissuto gli anni difficili della seconda guerra mondiale e del dopo guerra coincisi esattamente con il suo pontificato. La memoria di questo grande Pastore ci riporta naturalmente alle condizioni sociali, politiche e religiose di quegli anni, certamente mutate rispetto alla situazione odierna anche se non poche problematiche ritornano di grande attualità; ci riporta alle attese e alle speranze che animavano la Chiesa e la società in quel periodo ricco di fermenti...
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO SU
"L’EREDITÀ DEL MAGISTERO DI PIO XII
E IL CONCILIO VATICANO II"
Sala Clementina
Sabato, 8 novembre 2008
Signori Cardinali,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Sono lieto di accogliervi in occasione del Congresso su "L' eredità del Magistero di Pio XII e il Concilio Vaticano II", promosso dalla Pontificia Università Lateranense insieme con la Pontificia Università Gregoriana. E’ un Congresso importante per il tema che affronta e per le persone erudite, provenienti da varie Nazioni, che vi prendono parte. Nel rivolgere a ciascuno il mio cordiale saluto, ringrazio in particolare Mons. Rino Fisichella, Rettore dell’Università Lateranense, e P. Gianfranco Ghirlanda, Rettore dell’Università Gregoriana, per le espressioni gentili con cui hanno interpretato i comuni sentimenti...
SANTA MESSA IN OCCASIONE DEL 50° DELLA MORTE
DEL SERVO DI DIO PAPA PIO XII
OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Basilica Vaticana
Giovedì, 9 ottobre 2008
Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Il brano del libro del Siracide ed il prologo della Prima Lettera di san Pietro, proclamati come prima e seconda lettura, ci offrono significativi spunti di riflessione in questa celebrazione eucaristica, durante la quale facciamo memoria del mio venerato predecessore, il Servo di Dio Pio XII. Sono passati esattamente cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta nelle prime ore del 9 ottobre 1958. Il Siracide, come abbiamo ascoltato, ha ricordato a quanti intendono seguire il Signore che devono prepararsi ad affrontare prove, difficoltà e sofferenze. Per non soccombere ad esse – egli ammonisce - occorre un cuore retto e costante, occorre fedeltà a Dio e pazienza unite a inflessibile determinazione nel proseguire nella via del bene. La sofferenza affina il cuore del discepolo del Signore, come l’oro viene purificato nella fornace. “Accetta quanto ti capita - scrive l’autore sacro – e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiolo del dolore” (2,4)...
La carità di Pio XII che salvò gli ebrei
Incontro a Milano per discutere delle virtù eroiche di Papa Pacelli
ROMA, giovedì, 16 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Organizzato dai Circoli Culturali Giovanni Paolo II, si è svolto a Milano il 13 ottobre un incontro sul tema "Pio XII e il silenzio sulla Shoah". In una grande sala dell'Istituto S. Cuore, presentati da padre Luca Maria Gallizia, LC, Andrea Tornielli e Antonio Gaspari hanno raccontato le tante storie di carità portate avanti direttamente dal Pontefice e dalla Chiesa cattolica tutta per salvare i perseguitati dal Nazismo e alleviare i dolori e le sofferenze delle vittime del secondo conflitto mondiale.
Andrea Tornielli, giornalista e scrittore, vaticanista de "Il Giornale", autore di diversi libri su Papa Pacelli l'ultimo dei quali dal titolo "Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro" (Mondatori) citato da Benedetto XVI durante l'omelia per il cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII, ha illustrato la figura di colui che venne definito "Defensor Civitatis" e "Pastor Angelicus".
Parlando del periodo storico in cui è vissuto Pio XII, Tornielli ha affermato: "Ha conosciuto da vicino i grandi mali del ventesimo secolo, è stato ostaggio dei rivoluzionari bolscevichi, ha visto nascere il nazismo".
"È stato il fedele collaboratore di Pio XI, condividendone l'avversione per le ideologie totalitarie ma anche il tentativo di trovare un modus vivendi con gli Stati più ostili che garantisse un minimo di libertà per i cristiani", ha continuato.
"È diventato Papa alla vigilia di una guerra che avrebbe contato oltre cinquanta milioni di morti, culminata nell'abisso della Shoah, il genocidio degli ebrei perpetrato dai nazisti ha spiegato . È stato esaltato e amato mentre era in vita, è stato proclamato defensor civitatis, protagonista di una grande opera di carità in favore di tutti i perseguitati".
"Ha regnato negli anni difficili del dopoguerra indicando la via per ricostruire attraverso la democrazia tutto ciò che era stato spazzato via dal conflitto ha sottolineato . È stato protagonista nelle cruciali vicende politiche italiane. Durante la Guerra Fredda ha attualizzato proprio nei confronti del comunismo la tradizionale distinzione tra errore ed errante".
"Ha proclamato un nuovo dogma mariano, ha scritto documenti dottrinali importantissimi, ha contribuito agli sviluppi consacrati dal Concilio Vaticano II, ha aperto al metodo storico-critico per lo studio della Bibbia, ha sostenuto il movimento liturgico, ha preso in considerazione l'ipotesi evoluzionista, ha internazionalizzato il collegio cardinalizio e ha canonizzato, in percentuale, il maggior numero di donne, più di tutti i suoi predecessori e successori".
"Eppure, nonostante un pontificato così straordinario ha sottolineato Tornielli Eugenio Pacelli, oggi è conosciuto soltanto come 'il Papa dei silenzi'. Lo accusano ingiustamente di non aver urlato abbastanza contro lo sterminio degli ebrei perpetrato dai nazisti".
Secondo il vaticanista de "Il Giornale" ciò che impedisce a molti di riconoscere la verità dei fatti è "un atteggiamento pregiudiziale, ideologico, ingiusto e in contrasto con la realtà storica".
Antonio Gaspari, autore di più volumi come "Los Judios, Pio XII y la legenda Negra" (Planeta 1998), "Nascosti in convento" (Ancora 1999), "Gli ebrei salvati da Pio XII" (Logos Press 2001) e di un filmato "L'Albero dei Giusti" per il programma storico di Rai 3, ha raccontato le tante storie di ebrei salvati dalla Chiesa cattolica.
Gaspari ha spiegato come Pio XII e la Chiesa cattolica organizzarono una vera armata della carità "Inter Arma Caritas".
Già durante la guerra del 1914-18 i Pontefici Benedetto XV e Pio XI organizzarono in Segreteria di Stato una rete di assistenza per tutte le vittime dirette e indirette della guerra. E il giovane monsignor Pacelli fu coinvolto direttamente in questa rete di assistenza.
Nel 1939, all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, da Pontefice, Pio XII organizzò subito nella Segreteria di Stato, sezione affari ordinari, un Ufficio informazioni per tutte le vittime di guerra.
L'ufficio era presieduto da monsignor Alexander Evreinoff, di origine russa coadiuvato da don Emilio Rossi, già Vicepresidente nazionale della Gioventù dell'Azione Cattolica, sotto la supervisione del Sostituto degli Affari Ordinari della Segreteria di Stato, monsignor Giovanni Battista Montini (il futuro Papa Paolo VI).
All'inizio della guerra nell'ufficio lavoravano due persone, ma già dopo pochi mesi erano 16 e le domande di informazione erano più di cento al giorno.
All'inizio la "Radio Vaticana", che lavorava strettamente con l'Ufficio informazioni, dedicava all'assistenza delle vittime di guerra una o due trasmissioni a settimana. Nel 1944 erano 63 le trasmissioni settimanali con un traffico di messaggi che arrivava a circa 27.000 al mese.
Per facilitare i messaggi si cominciò a utilizzare i numeri: tre significava "sto bene"; undici, "aspetto vostre notizie"; tredici, "il mio indirizzo è il seguente".
Nel 1941 gli addetti diventarono 100, le richieste erano 2000 al giorno. Insieme alle richieste pubbliche, all'Ufficio informazioni arrivavano le richieste del Pontefice, informato quotidianamente dai Nunzi apostolici e da alcuni emissari.
Erano così tane le richieste che il 6 dicembre del 1941 "L'Osservatore Romano" pubblicò le norme per la compilazione dei moduli di richiesta
Nella seconda metà del 1942 per divulgare la vasta opera di assistenza umanitaria e caritatevole promossa da Papa Pacelli in favore delle vittime di guerra l'Ufficio informazioni curò la stampa della rivista periodica "Ecclesia" il cui Direttore fu Montini
La rivista riportava gli appelli del Pontefice per la pace, le preghiere per i sofferenti, le testimonianze di coloro che venivano aiutati dalla Santa Sede a ritrovare i loro cari.
Nel 1943 il lavoro era così grande che i dipendenti fissi e volontari dell'Uffico diventarono 600. Alla fine della Guerra quello che fu chiamato "Archivio della carità" contava più di 4 milioni di schede.
Per dare un'idea di quanto questo lavoro fu di aiuto per le vittime della guerra, in particolare degli ebrei, il 26 gennaio del 1940, il "Canadian Jewish Chronicle" pubblicò la testimonianza di Jacob Freedman, un sarto di Boston.
Il signor Fredman era preoccupato del destino di sua sorella e del nipote che si trovavano nella Polonia occupata dai nazisti. Scrisse al Dipartimento di Stato e alla Croce Rossa, ma entrambi non furono capaci di fornire alcuna informazione al riguardo.
Scrisse quindi al Papa Pio XII. Diversi mesi dopo l'allora Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Luigi Maglione, informò il signor Freedman che i suoi familiari erano vivi e si trovavano a Varsavia.
Sul "Canadian Jewish Chronicle" Freedman ha scritto: "Non trovo parole per esprimere ciò che provo, sono colpito dal fatto che voi vi interessiate al mio caso, con tutte le altre cose importanti di cui dovete preoccuparvi. Questa è la più buona, fantastica e bella cosa che poteva accadermi".
"La Seconda Guerra Mondiale è stata teatro di un'immane tragedia ha concluso Gaspari ma la testimonianza di carità offerta dal Pontefice Pio XII e dai tanti che hanno aperto le porte delle loro case, conventi, chiese, istituti, mostra che a fronte di tanto male ci fu tanto bene e che l'amore, il coraggio e la carità di molti hanno vinto il male con il bene".
Preghiera per la beatificazione del Servo di Dio Papa PIO XII
O Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo,
Ti lodiamo e ringraziamo per i doni di sapienza e di grazia
di cui hai ricolmato il Sommo Pontefice Pio XII,
Pastore angelico e invitto difensore della fede,
profeta della pace e rifugio dei perseguitati.
Concedi a noi di imitare le sue virtù
l’austerità della vita, la fedeltà eroica al suo ministero,
la sua tenerissima devozione a Maria,
da lui onorata con l’infallibile definizione dell’Assunzione.
La sua sperimentata intercessione
ottenga nuova luce di santità sulla Chiesa Cattolica,
dia coraggio ai suoi pastori, ai suoi missionari,
ci preservi dalle rovine della guerra
e ci salvi dalle insidie del peccato e dell’errore.
Glorifica anche in terra, Signore Gesù,
il Tuo servo fedele, successore di Pietro e Tuo Vicario
concedendoci per i suoi meriti e la sua intercessione
la grazia che ti domandiamo.
Andrea GEMMA
Vescovo
65^ Anniversario Bombardamento di Roma
Cari amici,
invio il programma, elaborato dal Dott. Giovanni Cipriani, aderente al nostro Comitato, di una prossima manifestazione che si terrà a Roma per ricordare il bombardamento nella zona di San Lorenzo e la tempestiva carità di Papa Pacelli.
Nell’occasione verrà offerto un omaggio floreale alla statua del Pontefice.
Sarà presente anche il Senatore Giulio Andreotti, uno dei primi aderenti al nostro Comitato.
Siamo tutti invitati a questa bella manifestazione e a visitare la mostra che sarà aperta fino al 27 luglio presso la Basilica di San Lorenzo.

Cordiali saluti
Avv. Emilio ARTIGLIERI