AVVISI
CONVEGNO PRO ERIGENDO MUSEO DI PIO XII, Cittadino Romano - Defensor Civitatis
Camera dei Deputati, Sala del Mappamondo - Lunedì 6 giugno, ore 17.30
Apertura dei lavori e saluti delle Autorità
Presentazione del Convegno Sen. Stefano De Lillo
Coordinatore prof. Livio Spinelli
Proiezione breve documentario: “Papa Pio XII a Yad Vashem”
ROMA: Costituzione del MUSEO DI PIO XII – DEFENSOR CIVITATIS
Dott. Francesco Giro Sottosegretario Ministero Beni Culturali
LETTERA AI ROMANI
Relatrice Suor Margherita Marchione M.P.F. Docente Emerita di Lingua Italiana
Presentazione del volume
PIO XII CRONACA E AGIOGRAFIA, di Sr Margherita Marchione
Pietro Pastorelli, Professore Emerito di Storia delle Relazioni Internazionali, Università La Sapienza, Roma
PIO XII CITTADINO ROMANO
Principe Lillio Sforza Ruspoli
Conclusioni
Avv. Rotale Emilio Artiglieri, Segretario e
Coordinatore Comitato Papa Pacelli
Ore 19.45 Chiusura Convegno
CONVEGNO SULLA LITURGIA 02 MARZO 2011
Cari ed Illustri Amici,
il 2 marzo è una data particolarmente cara a quanti coltivano la devota memoria del Ven. Pio XII. E’ infatti la data della nascita e della Sua elezione al Trono di S. Pietro. Credo che quest’anno non ci sia modo migliore per festeggiarla che partecipando al convegno sulla liturgia, che prende spunto dal recente libro di Don Nicola Bux, Cofondatore del nostro Comitato, intitolato argutamente: ”Come andare a Messa e non perdere la Fede” (ed. Piemme).
All’incontro, presentato dal Prof. Luca De Mata, prenderanno parte, oltre all’Autore, due Cardinali, Burke e Cañizares Llovera, e il Dott. Ettore Gotti Tedeschi. Pio XII fu un Papa particolarmente attento alla Liturgia, a cui dedicò la splendida Enciclica Mediator Dei, in cui venivano confermate le linee fondamentali del culto cattolico, linee a cui Don Bux richiama per una corretta interpretazione ed applicazione anche delle successive riforme, nel segno dell’ermeneutica della continuità voluta da Benedetto XVI.
L’appuntamento è pertanto per mercoledì 2 Marzo 2011 alle ore 17.00 presso la Sala Convegni S. Marta, P.zza del Collegio Romano, 5 – Roma.
In attesa di incontrarci, vogliate gradire i più cordiali saluti.
Avv. Comm. Emilio Artiglieri
Segretario e Coordinatore Comitato Papa Pacelli
COMUNICATO CONVEGNO 29 OTTOBRE 2010
Cari ed illustri amici,
come sapete il Comitato Papa Pacelli, costituito nel 2008, in occasione del L Anniversario della morte del Servo di Dio, ora Venerabile, Pio XII, riunisce uomini di cultura, giornalisti, esponenti del laicato, ma anche semplici fedeli, giovani, che intendono manifestare la loro devozione alla memoria del Pastor Angelicus e contribuire alla diffusione ed alla migliore conoscenza del suo Magistero, secondo l’ermeneutica della continuità, tanto raccomandata da Benedetto XVI.
Il Comitato Papa Pacelli nello scorso anno ha organizzato un importante convegno nella Basilica romana di San Lorenzo fuori le mura, in occasione del LXX Anniversario della prima enciclica di Pio XII, Summi Pontificatus: gli atti del convegno sono stati pubblicati in un numero monografico della rivista “Cultura e Libri”.
Quest’anno il Comitato Papa Pacelli, ricorrendo il LX Anniversario della proclamazione del Dogma dell’Assunta (1 novembre 1950), intende proporre alcune occasioni celebrative, sia innanzitutto per venerare la Beata Vergine Maria, sia per onorare la memoria del grande Papa che, con tanta fede e tanto amore, ha proclamato questo Dogma, sia infine per rinnovarne i frutti, secondo gli auspici dello stesso Pontefice, frutti di grazia, di santità, di unità, di pace, di più viva fede e devozione.
Le celebrazioni sono articolate fondamentalmente in due momenti.
Il primo, venerdì 29 ottobre 2010, nel pomeriggio (inizio ore 16,30), a Roma, in una sala annessa alla Chiesa “Nuova”, Santa Maria in Vallicella (Sala dei Cardinali o di San Filippo, con ingresso in via della Chiesa Nuova, 3) si terrà il Convegno celebrativo, con il seguente programma:
- ore 16.30 Accoglienza e saluti del Rev. Padre Edoardo Aldo Cerrato, Procuratore Generale degli Oratoriani;
- breve introduzione del Segretario del Comitato Papa Pacelli, Avv. Emilio Artiglieri;
- Relazioni di:
-
S. Em. Rev.ma Card. Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione del Culto Divino;
-
S. Ecc. Rev.ma Mons. Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero;
-
S. Ecc. Rev.ma Mons. Enrico Dal Covolo, Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense;
-
Mons. Guido Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice;
-
Mons. Timothy Verdon, storico dell’arte, Direttore Ufficio di Arte Sacra e dei Beni Culturali Ecclesiastici, Arcidiocesi di Firenze;
-
Prof. Giovanni Maria Vian, Direttore de L’Osservatore Romano;
-
Suor Margherita Marchione, biografa di Pio XII;
-
Prof. Livio Spinelli, Gruppo Archeologico Romano.
-
Dott. Alberto Di Giglio, Direttore della rivista Cultura & Libri;
Conclusioni del Rev. Prof. Don Nicola Bux, Cofondatore del Comitato e Consultore presso la Curia Romana.
Il secondo momento consisterà nella Santa Messa solenne, presieduta nella stessa Chiesa Nuova, nel pomeriggio di sabato 30 ottobre alle ore 18.30, da Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto Emerito della Congregazione delle Cause dei Santi.
Con la speranza di incontrarci tutti per questi appuntamenti così significativi, porgo i più cordiali saluti
Roma, 29 settembre 2010
Avv. Comm. Emilio Artiglieri
Segretario e Coordinatore del Comitato
INVITO AL CONVEGNO "Eugenio Pacelli - PIO XII - L’ULTIMO PAPA ROMANO"
Siamo lieti di trasmetterVi questo
INVITO
al convegno "Eugenio Pacelli - PIO XII - L’ULTIMO PAPA ROMANO" che si terrà venerdì 4 giugno alle ore 16.30 presso il Palazzo Ferraioli in Piazza Colonna.
Sarà particolarmente gradita l'estensione del presente invito.
INVITO ALL'INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO A EUGENIO PACELLI - PAPA PIO XII
Madre Maria Vincenza Minet, Fondatrice della Congregazione Religiosa delle Suore Ancelle della Visitazione
è lieta di invitare la S.V.
sabato 5 giugno 2010
all'Inaugurazione del monumento e busto alla memoria di Eugenio Pacelli realizzato dal Maestro Renato Palella e all'Intitolazione del Giardino del Santuario a Papa Pio XII e ai Giusti del Mondo.
Durante la giornata sarà presente aperto lo sportello filatelico di Poste Italiane per l'annullo speciale di Pio XII a S.Marinella.
Sarà particolarmente gradita l'estensione del presente invito.
AUGURI DI SANTO NATALE CON IL VENERABILE PIO XII
CINQUE PUNTI PER UNA GIUSTA PACE INTERNAZIONALE
ALLOCUZIONE NATALIZIA
(24 DICEMBRE 1939)
Durante il 1939, la guerra, dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania, parve segnare il passo. In quella pausa, il Papa parlò ancora una volta, come padre e come maestro, per invitare a interrompere il conflitto e a cercare i modi di una pacificazione durevole, dettando all’uopo cinque punti fondamentali per arrivarci. Un risultato grandissimo questi punti lo ebbero, in quanto furono fatti propri o per lo meno accolti come basi di discussione dai più importanti gruppi protestanti d’Europa e d’America, e furono lodati e studiati da statisti e da masse popolari d’ogni paese. Sui criteri per uno stabile riordinamento delle relazioni tra i popoli, il Pontefice ritornò nel Radiomessaggio natalizio del 1941.
….…....4.- Con viva e angosciosa ansia Ci è forza purtroppo contemplare manifeste ai Nostri occhi le rovine spirituali, che si vengono accumulando a causa di una larga colluvie di idee, la quale, più o meno volutamente o velatamente, ottenebra e deforma la verità negli animi di tanti individui e popoli, travolti o no nella guerra; onde pensiamo quale immenso lavoro sarà necessario, - quando il mondo, stanco dal guerreggiarsi, vorrà stabilire la pace, per abbattere le mura ciclopiche dell’avversione e dell’odio, che nel calore della lotta sono state innalzate.
Consapevoli degli eccessi, a cui aprono la via e sospingono ineluttabilmente dottrine e opere di una politica non curante della legge di Dio, Noi, come ben sapete, allorché i contrasti divennero minacciosi, con tutto l’ardore del Nostro animo tentammo fino all’ultimo di evitare il peggio e di persuadere gli uomini, nelle cui mani era la forza e sulle cui spalle gravava una pesante responsabilità, di recedere da un conflitto armato e risparmiare al mondo imprevedibili sciagure. Gli sforzi Nostri e quelli venuti da altre parti influenti e rispettate non fu vero che sortissero l’effetto sperato, soprattutto perché apparve irremovibile la profonda sfiducia, ingigantitasi negli animi durate gli ultimi anni, la quale aveva elevate insormontabili barriere spirituali tra i popoli.
Non erano insolubili i problemi, che si agitavano fra le nazioni; ma quella sfiducia, originata da una serie di circostanze particolari, impediva, quasi con forza irresistibile, che più ormai si prestasse fede alla efficacia di eventuali promesse e alla durata e vitalità di possibili convenzioni. Il ricordo della vita effimera e contrastata di simili trattative od accordi finì col paralizzare ogni sforzo per promuovere una soluzione pacifica.
Non ci rimase, Venerabili Fratelli e diletti Figli, che ripetere col Profeta: Expectavimus pacem, et non est bonum et tempus curationis, et ecce turbatio e adoperarCi intanto ad alleviare, per quanto è da Noi, le sventure derivanti dalla guerra, sebbene tale azione sia non poco impedita dalla impossibilità, non ancora superata, di portare il soccorso della carità cristiana in regioni, ove più vivo ed urgente se ne sentirebbe il bisogno. Con inesprimibile angoscia da quattro mesi veniamo osservando questa guerra, iniziata e proseguita in così insolite circostanze, fra cumuli di tragiche rovine. E se finora - eccettuando il suolo insanguinato della Polonia e della Finlandia – il numero delle vittime può considerarsi inferiore a quello che si temeva, la somma di dolori e di sacrifici è giunta a tal punto da incutere viva ansietà in chi si preoccupa del futuro stato economico, sociale e spirituale dell’Europa, e non dell’Europa soltanto. Quanto più il mostro della guerra si procaccia, inghiotte e si aggiudica i mezzi materiali, che inesorabilmente vengono tutti messi al servizio delle necessità guerresche, d’ora in ora crescenti, tanto più acuto diventa per le nazioni, direttamente o indirettamente colpite dal conflitto, il pericolo di una, vorremmo dire, anemia perniciosa, e si affaccia l’incalzante domanda: come potrà, a guerra finita, una economia esausta o estenuata trovare i mezzi per la ricostruzione economica e sociale, tra difficoltà che d’ogni lato saranno enormemente aumentate, e dalle quali le forse e le arti del disordine, che si tengono in agguato, cercheranno di valersi, nella speranza di poter date all’Europa cristiana il colpo decisivo?
5. – Simili considerazioni del presente e dell’avvenire debbono tener sopra pensiero, pur nella febbre della lotta, i governanti e la parte sana di ogni popolo, e muoverla e spingerla a esaminare gli effetti e a riflettere sugli scopi e sulle finalità giustificabili della guerra.
E pensiamo che coloro i quali con occhio vigile mirino queste gravi previsioni e considerino con mente pacata i sintomi che in molte parti del mondo accennano a tale evoluzione degli eventi, si terranno, nonostante la guerra e le sue dure necessità, interiormente disposti a definire, al momento opportuno e propizio, chiaramente, per quanto li riguarda, i punti fondamentali di una pace giusta e onorevole, né rifiuterebbero senz’altro le trattative, qualora se ne presentasse l’occasione con le necessarie garanzie e cautele.
1°) Un postulato fondamentale di una pace giusta e onorevole è assicurare il diritto alla vita e all’indipendenza di tutte le nazioni grandi e piccole, potenti e deboli. La volontà di vivere d’una nazione non deve mai equivalere alla sentenza di morte di un’altra. Quando questa uguaglianza di diritti sia stata distrutta o lesa o posta in pericolo, l’ordine giuridico esige una riparazione, la cui misura e estensione non è determinata dalla spada o dall’arbitrio egoistico, ma dalle norme di giustizia e di reciproca equità
2°) Affinché l’ordine, in tal modo stabilito, possa avere tranquillità e durata, cardini di una vera pace, le nazioni devono venir liberate dalla pesante schiavitù della corsa agli armamenti e dal pericolo che la forza materiale, invece di servire a tutelare il diritto, ne divenga tirannica violentatrice. Conclusione di pace, che non attribuissero fondamentale importanza ad un disarmo mutuamente consentito, organico, progressivo, sia nell’ordine pratico che in quello spirituale, e non curassero di attuarlo lealmente, rivelerebbero, presto o tardi, la loro inconsistenza e mancanza di vitalità.
3°) In ogni riordinamento della convivenza internazione, sarebbe conforme alle massime dell’umana saggezza che da tutte le parti in causa si deducessero le conseguenze dalle lacune o dalle deficienze del passato; e nel creare o ricostituire le istituzioni internazionali, che hanno una missione tanto alta, ma in pari tempo così difficile e piena di gravissime responsabilità, si dovrebbero tener presenti le esperienze che sgorgassero dall’inefficacia o dal difettoso funzionamento di simili anteriori iniziative. E poiché alla debolezza umana è così malagevole, si sarebbe tentati di dire, quasi impossibile, di tutto prevedere e tutto assicurare al momento delle trattative di pace, quanto torna difficile l’esser scevri di passione e di amarezza, la costituzione di giuridiche istituzioni, che servano a garantire le leale e fedele attuazione delle convenzioni e, in caso di riconosciuto bisogno, a rivederle e correggerle, è d’importanza decisiva per una onorevole accettazione di un trattato di pace e per evitare arbitrarie e unilaterali lesioni e interpretazioni delle condizioni dei trattati medesimi.
4°) In particolar, un punto, che dovrebbe attirare l’attenzione, se si vuole un migliore ordinamento dell’Europa, riguarda i veri bisogni e le giuste richieste delle nazioni e dei popoli, come pure delle minoranze etniche; richieste le quali, se non bastano sempre a fondare uno stretto diritto, quando siano in vigore trattati riconosciuti e sanciti o altri titoli giuridici, che vi si oppongano, meritano tuttavia un benevolo esame, per venire loro incontro in vie pacifiche e anche, ove apparisca necessario, per mezzo di una equa, saggia e concorde revisione dei trattati. Ricondotto così un vero equilibrio fra le nazioni, e ricostituite le basi di una mutua fiducia, si allontanerebbero molti incentivi a ricorrere alla violenza
5°) Ma anche i regolamenti migliori e più compiuti saranno imperfetti e condannati in definitiva all’insuccesso, se quei che dirigono le sorti dei popoli, e i popoli stessi, non si lasciano penetrare sempre più da quello spirito, da cui solo può provenire vita, autorità e obbligazione alla lettera morta dei paragrafi negli ordinamenti internazionali; da qual senso, cioè, di intima e acuta responsabilità che misura e pondera gli statuti umani secondo le sante e incrollabili norme del diritto divino; da quelle fame e sete di giustizia, che è proclamata come beatitudine nel Sermone della Montagna e che ha come naturale presupposto la giustizia morale; da quell’amore universale, che è il compendio e il termine più proteso dell’ideale cristiano e per ciò getta un ponte anche verso coloro, i quali non hanno il bene di partecipare alla nostra fede.
6.- Non misconosciamo quanto gravi siano le difficoltà che si frappongono al conseguimento dei fini, da Noi tracciati in grandi linee, per fondare, porre in atto e conservare una giusta pace internazionale. Ma se mai ci fu scopo degno del concorso degli spiriti nobili e generosi, se mai sorse ardimento di crociata spirituale, in cui con nuova verità risonasse il grido «Dio lo vuole», è veramente quest’altissimo scopo e questa crociata e lotta di cuori puri e magnanimi, ingaggiata per ricondurre i popoli dalle torbide cisterne di interessi materiali ed egoistici alle fonte viva del diritto divino, il quale solo è potente a dare quella moralità, nobiltà e stabilità, di cui troppo e troppo a lungo si è sentito il difetto e il bisogno con grave iattura delle nazioni e dell’umanità.
A questi ideali, che sono in pari tempo i fini reali di una vera pace nella giustizia e nell’amore. Noi aspettiamo e speriamo che tutti quelli i quali a Noi sono uniti col vincolo della fede, ciascuno al suo posto e entro i limiti della sua missione, tengano aperta la mente e il cuore; affinché, quando l’uragano della guerra sia sul cessare e disperdersi, sorgano, presso tutti popoli e le nazioni, spiriti preveggenti e puri, animati del coraggio che sappia e valga ad apporre al tenebroso istinto di bassa vendetta la severa e nobile maestà della giustizia, sorella dell’amore e compagna di ogni verace saggezza.
7. – Di questa giustizia, che sola vale a creare la pace e assicurarla, Noi, e con Noi quanti ascoltano la Nostra voce, non ignoriamo dove ci è dato trovare il sublime esemplare, l’intimo impulso e la sicura promessa. Transeamus usque Bethlehem, et videamus. Andiamo a Betlemme. Ivi troveremo giacente nel presepio il nato «Sole della giustizia, Cristo Dio Nostro», e al suo fianco la Vergine Madre, «specchio della giustizia» e «regina della pace», col santo custode Giuseppe, «l’uomo giusto». Gesù è l’Aspettato delle genti. I profeti lo additarono, e ne cantarono i futuri trionfi; «et vocabitur nomen eius Admirabilis, Consiliarius, Deus, Fortis, Pater futuri saeculi, Princeps pacis».
Alla nascita di questo celebre Bambino, un altro Principe della pace sedeva sulle sponde del Tevere e aveva con solenni cerimonie dedicato un’Ara Pacis Augustae, le cui meravigliose ma infrante reliquie, sepolte già sotto le rovine di Roma, hanno levato il capo in mezzo alla nostra età. Su quell’altare Augusto sacrificò a dei che non salvano. Ma è lecito pensare che il vero Dio ed eterno Principe della pace, che pochi anni dopo discese fra gli uomini, abbia esaudito l’anelito di quel tempo per la pace e che la pace augustea sia stata quasi una figura di quella pace soprannaturale, che Egli solo può dare ed in cui ogni vera pace terrestre è necessariamente compresa, di quella pace conquistata, non col ferro, ma col legno della culla di questo Infante Signore della pace, e col legno della sua futura croce di morte, irrorata del suo sangue, sangue non di odio e rancore, ma di amore e perdono.
Andiamo dunque a Betlemme, alla grotta del nato Re della pace, cantata sulla sua culla dalle schiere degli Angeli; e genuflessi dinanzi a Lui, in nome di questa umanità inquieta e sconvolta, in nome degli innumerevoli, senza distinzione di popolo e di nazione, che sanguinano e muoiono, o sono piombati nel pianto e nella miseria, o hanno perduta la patria, rivolgiamoGli la nostra invocazione di pace e concordia, di aiuto e di salvezza con le parole, che la Chiesa pone in questi giorni sulle labbra dei suoi figli: O Emmanuel, Rex et legifer noster, expectatio Gentium et salvator earum, veni ad salvandum nos, Domine, Deus noster.
Mentre in questa preghiera effondiamo la nostra insaziata aspirazione verso una pace nello spirito di Cristo, Mediatore di pace fra il cielo e la terra, con la sua benignità e umanità apparsa in mezzo a noi, ed esortiamo caldamente i fedeli cristiani ad associare con le Nostre intenzioni anche i loro sacrifici e le loro preghiere, impartiamo, Venerabili Fratelli e diletti Figli, a voi e a tutti quelli che portate nel vostro cuore, a tutti gli uomini di buona volontà, che si trovano sulla faccia della terra, specialmente ai sofferenti, agli angustiati, ai perseguitati, ai prigionieri, agli oppressi di ogni regione e Paese, con immutato affetto, come pegno di grazie e di consolazioni e conforti celesti, l’Apostolica Benedizione….……
Il Comitato Papa Pacelli trasmette il seguente
INVITO INCONTRO DI STUDI IN OCCASIONE DEL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELL'ENCICLICA "SUMMI PONTIFICATUS".
INVITO ALLA MOSTRA "IL PAPA E LA LIBERAZIONE DI ROMA"
Il Comitato Papa Pacelli trasmette il seguente
INVITO
Il Centro per la Promozione del libro è onorato di presentare una mostra storico-documentaria in occasione della celebrazione del 10° Anniversario del nuovo santuario del Divino Amore, sabato 4 luglio 2009.
IL PAPA E LA LIBERAZIONE DI ROMA
Pio XII e la Santa Sede negli anni della Seconda Guerra Mondiale e la devozione dei Romani alla Madonna del Divino Amore
La mostra realizzata in occasione del 65° Anniversario della liberazione 1944 - 2009 comprende oltre 300 documenti d'epoca e sarà illustrata nella mattinata di sabato personalmente dal segretario Generale Giovanni Cipriani.
Sarà particolarmente gradita l'estensione del presente invito.
Presentazione nuovo libro suor Margherita Marchione
L’Associazione Amici di Totò…a prescindere! – Onlus, organizza in collaborazione con: il Gruppo Archeologico di Santa Marinella, il Comitato di Papa Pacelli, la prestigiosa Fondazione Pave The Way Foundation inc, il Solidalitium Internazionale Pastor Angelicus, l’Assep (Associazione Sviluppo Sociale e Professionale), Onlus e l’Associazione Mondoconsumatori, la presentazione del nuovo libro della suora americana Margherita Marchione per giovedì 21 maggio dalle ore 16.00 alle ore 20.00, presso la prestigiosa “Sala Conferenze”, Palazzo Marini della Camera dei Deputati in Via del Pozzetto, 158. Madre Marchione che ha la veneranda età di 86 anni parteciperà all’importante manifestazione. Nel corso della sua vita è stata autrice di oltre venti libri relativi alla figura di Papa Pio XII ed è impegnata attualmente nella realizzazione di un Museo in America dedicato al Pontefice. La nuova pubblicazione che sarà presentata alla Camera dei Deputati ha il titolo suggestivo: “Papa Pio XII Un’antologia di testi nel 70° anniversario dell’Incoronazione”, Libreria Editrice Vaticana. La manifestazione sarà presentata dall’attore Angelo Blasetti. Alcuni brani del libro saranno letti dall’attore e regista Arnaldo Ninchi. La manifestazione avrà inizio con il saluto del Segretario di Stato del Vaticano, di Sua Eminenza il Cardinale Bertone...
70^ Anniversario Incoronazione Papa Pio XII
Il giorno 12 marzo 2009 è ricorso il 70^ Anniversario dell'incoronazione del Servo di Dio Pio XII.
Invitiamo tutti gli aderenti al Comitato e quanti sono devoti alla figura di questo grande Papa ad unirsi nella preghiera secondo le finalità del Comitato stesso.
Proponiamo una riflessione di Suor Margherita Marchione ed una preghiera composta dallo stesso Pio XII.
70esimo anniversario dell’Incoronazione del Papa
di Suor Margherita Marchione
Il 12 marzo, nel 70esimo anniversario della Incoronazione di Pio XII, ricordiamo la sua vita e il suo contributo straordinario.
Tutti i papi da Giovanni XXIII a Benedetto XVI hanno parlato della santità di Pio XII. Nel suo primo messaggio natalizio, Giovanni XXIII disse che il suo predecessore era degno di essere canonizzato e lo ha chiamato: “Doctor Optimus, Ecclesiae Sanctae Lumen, Divinae Legis Amatur.”
Secondo il giornalista Andrea Tornielli il Vaticano non dubita affatto la sua santità, ma forse pensa alle conseguenze che seguirebbero con la sua beatificazione. È possibile che il riconoscimento della sua santità avrebbe un effetto negativo per le relazioni con gli ebrei e lo stato d’Israele? I sostenitori di questo papa della seconda guerra mondiale che regnava dal 1939 al 1958, considerano questo ritardo inutile. Oppure è questo ritardo dovuto al fatto che dagli Stati Uniti, la Anti-Defamation League e altri gruppi ebrei hanno chiesto che le indagini per la canonizzazione siano sospesi finché ci sarà l’apertura degli Archivi Vaticani relativi alla Seconda Guerra Mondiale e che tutti i documenti siano declassificati?
Gli sforzi umanitari di Pio XII sono stati riconosciuti dagli stessi sopravvissuti all’Olocausto. La Santa Sede ha risposto con l’azione, non solamente con le parole. Nelle mie ricerche storiche ho potuto constatare -- e tanti testimoni me lo hanno confermato -- che le proteste verbali di Pio XII erano state inutili. Incapace di fermare l’Olocausto, il Papa fece tutto il possibile per aiutare i perseguitati, e per portare sollievo ai prigionieri di guerra ovunque nel mondo. Chi può negare “le virtù eroiche” di Pio XII?
Pio XII è stato un santo pontefice che ha lavorato privatamente per aiutare a salvare gli ebrei di tutto il continente. Ha ordinato alle chiese ed ai conventi di Roma di ospitare gli ebrei dopo che i tedeschi occuparono la città nel 1943. Il Vaticano insiste che il Papa non ha parlato con più insistenza per paura dei nazisti che avrebbero fatto soffrire sia cattolici che ebrei dapperttutto in Europa.
E' passato mezzo secolo e ora Papa Benedetto ha fatto una nuova commissione per studiare i vecchi documenti ed esaminare quelli recentemente scoperti nel segretariato di stato. Senza dubbio questo studio ci aiuterà a chiarire, studiare, e togliere qualsiasi dubbio riguardo al cosìddetto “silenzio” durante la Seconda Guerra Mondiale.
Speriamo che questi nuovi documenti dopo che saranno rilasciati alla competente Congregazione ed al pubblico dominio durante questo 70esimo anniversario della sua incoronazione, aiuteranno a dissipare il mito del “Papa di Hitler,” ed a ri-evalutare il suo titolo di “Defensor Civitatis.”
Con l’esame dei documenti scoperti recentemente nel segretariato di stato, senza dubbio, si chiarirà anche il ben meritato titolo, “Pastor Angelicus.” Il Cardinal Richard Cushing volle onorare Pio XII quando morì nel 1958 con queste parole: “Teologo, canonista, studioso, linguista, statista, diplomatico, tutto questo era Pio XII. Per tutto questo è stato lodato e celebrato e onorato. Ma più di ogni altra cosa è stato un buon pastore dedito al suo gregge di anime, dedito ai doveri della Chiesa e alla gloria di Dio.”
Quando il Pontefice morì nel 1958, Papa Pio XII fu l’oggetto di ammirazione unanime e gratitudine universale. “Il mondo” dichiarò Eisenhower, “è ora più povero, dopo la scomparsa di Pio XII.” Il Rabbino Joachim Prinz, presidente nazionale del Congresso Americano Ebraico, disse: “Tra i suoi grandi contributi all’umanità, il pontefice sarà ricordato dovunque gli uomini di buona volontà si riuniranno per la sua profonda devozione alla causa della pace e per gli sforzi sinceri nel salvare la vita di migliaia di vittime-- uomini, donne e bambini ebraici--dalla persecuzione nazista.” Forse si potrebbe dire che Papa Pio XII fu il più potente capo del secolo ventesimo. È stato un realista con mente chiara, con un senso profondo della realtà dell’esistenza umana. La sua ricerca per la pace lo consumava e i suoi discorsi e i suoi scritti sono una eredità preziosa.
La S.V. è invitata, nell’ambito dei «Colloqui sulla Comunicazione Istituzionale», alla presentazione del volume di UMBERTO TARSITANO Il Messo di Dio. Pio XII e i mass media
Interverrà il SEN. GIULIO ANDREOTTI, autore della prefazione.
Mercoledì 19 novembre 2008 – ore 11,30
PONTIFICIA UNIVERSITÀ DELLA SANTA CROCE
Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale
Piazza Sant’Apollinare, 49
ROMA
R.S.V.P.
Tel.: 06-916507152
BASTA CON LE OFFESE AL PAPA PIO XII VENERATO DAL MONDO CATTOLICO ED OLTRE, PER IL SUO CORAGGIO E LA SUA PAZIENZA.
1. L’ “accusa” al Servo di Dio PIO XII è che, se non è intervenuto più spesso e più esplicitamente, in pubblico, a condanna dei crimini nazisti e a sostegno degli Ebrei, ciò sarebbe stato dovuto, o ad un personale pregiudizio antisemita, o a una scelta deliberata e profondamente immorale di anteporre altri “interessi” al Suo alto dovere morale; “interessi” che sarebbero stati o la salvaguardia dell’incolumità della propria Persona e della propria istituzione (passibili di ritorsioni naziste), o addirittura un qualche calcolo “geo-strategico,” che avrebbe preferito la vittoria nazista a quella bolscevica ecc. Quest’accusa - che il Servo di Dio abbia anteposto “interessi” e “calcoli” ai doveri morali inerenti al proprio Ufficio, o alle vite umane condannate in massa allo sterminio – è sempre da bollare, con assoluta fermezza, come profondamente ingiusta ed irricevibile, e non può nemmeno essere oggetto di dialogo.
2. Dietro alle critiche al comportamento di PIO XII, c’è anche la supposizione, o meglio “certezza”, che se il Papa avesse scelto la via della “denuncia profetica ad oltranza”, Egli avrebbe potuto travolgere il regime nazista e mettere fine ai suoi crimini. In altre parole, alle critiche è sottesa la supposta “certezza” che se il Papa avesse, per esempio, pronunciato la “scomunica” esplicita (con la minaccia di condanna all’inferno), non solo sugli aderenti al partito nazionalsocialista, ma anche su tutti quanti con essi avessero collaborato, non solo sugli SS, ma anche sui componenti del Wehrmacht, ed infine su tutti i servitori del Reich, compresi funzionari delle poste e così via – se solo il Papa avesse agito in questo modo, il Reich sarebbe crollato e lo sterminio degli Ebrei evitato… Una tale conclusione è puramente illusoria ed immaginaria, solo che si tenga conto del grado e della profondità della scristianizzazione subita dall’Europa nei due secoli precedenti.
Certa invece sarebbe stata la ferocia della reazione della tirannia pagana. Ad una tale “dichiarazione di guerra totale” da parte del Papato, il Reich nazista avrebbe risposto con “guerra totale” da parte sua, mirando alla totale ed immediata distruzione della Sede Apostolica e di tutte le strutture (e le persone) da essa dipendenti. In tal modo, non sarebbe rimasta in piedi, in nessuna parte dell’Europa occupata ed abusata dal nazifascismo, alcuna struttura capace di far tutto ciò che di fatto la Chiesa di PIO XII fece per salvare almeno alcuni, per portare sollievo almeno ad una parte delle vittime. Invece, al posto del Papato e della Chiesa, sarebbe rimasta solo terra bruciata.
3. Nel proporre la lettura in quest’ottica della scelta di fondo operata da PIO XII, non si deve ritenere ch’Egli abbia fatto tale scelta per “salvare la Santa Sede”, o per “salvare la Chiesa”. Dire ciò sarebbe sempre attribuirGli motivazioni inesistenti e indegne. Il Papa e la Chiesa hanno una vocazione intrinseca al martirio, e non si possono mai sottrarre all’imperativo morale semplicemente per assicurare l’incolumità degli Officiali o delle strutture della Chiesa, quasi fossero fini a sé stessi. Piuttosto, come detto sopra, si trattava di conservare al Papato e alla Chiesa quella capacità – anche se già di per sé piuttosto limitata, nelle circostanze di quel tempo – di fare del bene agli altri, alle vittime attuali e potenziali, ai sofferenti o agli innocenti destinati al supplizio.
4. Importa poco addentrarsi in discussioni “quantitative” sul numero degli ebrei o di altri soccorsi dalla Chiesa di PIO XII, e specialmente bisogna guardarsi dal pericolo di perdere credibilità con la citazione di cifre esagerate ed improbabili. Che ci siano state molte vite ebraiche salvate, è di per sé fuori dubbio, e oramai rientra nella categoria delle notoria, quae non egent probatione.
5. Il tentativo poi di alcuni di contrapporre i gesti eroici di tanti ecclesiastici e religiosi, di intere strutture ecclesiastiche e religiose alla diversa “condotta” della Persona del Papa, che presiedeva comunque sulla carità è inaccettabile e storicamente infondato in diritto ed in fatto, attesi gli stretti legami gerarchici dell’organismo ecclesiale – e qui ci ricolleghiamo al num. 1 sopra.
In conclusione, nella discussione concernente PAPA PIO XII, si deve in primo luogo invitare tutti a distinguere sempre tra l’integrità morale della Persona, la bontà della Persona, che è fuori discussione, e la “bontà” – e cioè la saggezza e la sufficienza – di scelte da Essa compiute nell’adempimento del Suo Ufficio. Queste scelte possono certamente essere studiate e valutate anche criticamente – è lecito, è normale – pur di non intaccare l’integrità, la buona fede, la buona volontà, la purezza delle intenzioni, la santità di vita ecc. del loro Autore.
Nel caso concreto poi, occorre riconoscere che la linea adottata da Pio XII risulta storicamente l’unica che, nella salvaguardia dei principi, potesse risultare anche di una qualche efficacia.
Questa è in breve la verità su Pio XII. E tutti i papi, da Giovanni XXIII a Paolo VI, a Giovanni Paolo II l’hanno riaffermata. Tutti i cattolici che amano la verità sono oggi con papa Benedetto XVI che nel 50° anniversario del pio transito del venerato predecessore ha affermato: “E come dimenticare il radiomessaggio natalizio del dicembre 1942? Con voce rotta dalla commozione deplorò la situazione delle ‘centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o ad un progressivo deperimento’ (AAS,XXXV,1943, p 23), con un chiaro riferimento alla deportazione e allo sterminio perpetrato contro gli ebrei. Agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei.Per questi suoi interventi, numerosi e unanimi attestati di gratitudine furono a lui rivolti alla fine della guerra, come pure al momento della morte, dalle più alte autorità del mondo ebraico, come ad esempio, dal Ministro degli esteri d’Israele Golda Meir, che così scrisse: ‘Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo, durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata a favor delle vittime’, concludendo con commozione: ‘ Noi piangiamo la perdita di un grande servitore della pace’…..” (Dall’Omelia di Benedetto XVI, 9 ottobre 2008).
Chi ama la verità studi la storia tutta intera e la smetta di offendere la memoria del Servo di Dio, la cui beatificazione riguarda i fedeli cattolici che credono in Gesù Cristo e nella Chiesa e non tollera interferenze.
Eredità del Magistero di Pio XII
Convegno nel 50° anniversario della morte del Servo di Dio
6-7-8 novembre 2008
Carissimi amici,
questa sera sono stato informato da Suor Margherita Marchione che il giorno 8 ottobre alle ore 18.30 si terrà la presentazione del suo nuovo libro: Pio XII. La verità ti farà libero (Libreria Editrice Vaticana) presso la sede della Radio Vaticana (sala Marconi) in Piazza Pia n. 3.
Abbiamo così deciso di spostare la sede del nostro ritrovo, già fissato presso la Curia Generalizia dei Padri Gesuiti, alla Radio Vaticana, in modo che potremo assistere alla presentazione del libro (ci saranno il Prof. Andrea Riccardi, il Sen. Giulio Andreotti, il Cardinale Farina).
Terminata la presentazione, potremo stare un pò assieme per una nostra migliore reciproca conoscenza ed anche per la distribuzione dei biglietti per l'ingresso in Vaticano il giorno successivo.
Quindi l’appuntamento del giorno 8 non è più presso la Curia Generalizia dei Padri Gesuiti ma presso la Sala Marconi della Radio Vaticana in Piazza Pia n. 3 (inizio di Via della Conciliazione) verso le ore 18 in modo tale da avere qualche momento di incontro.
Cordiali saluti
Avv. Emilio ARTIGLIERI
Carissimi amici,
questa sera sono stato informato da Suor Margherita Marchione che il giorno 8 ottobre alle ore 18.30 si terrà la presentazione del suo nuovo libro: Pio XII. La verità ti farà libero (Libreria Editrice Vaticana) presso la sede della Radio Vaticana (sala Marconi) in Piazza Pia n. 3.
Abbiamo così deciso di spostare la sede del nostro ritrovo, già fissato presso la Curia Generalizia dei Padri Gesuiti, alla Radio Vaticana, in modo che potremo assistere alla presentazione del libro (ci saranno il Prof. Andrea Riccardi, il Sen. Giulio Andreotti, il Cardinale Farina).
Terminata la presentazione, potremo stare un pò assieme per una nostra migliore reciproca conoscenza ed anche per la distribuzione dei biglietti per l'ingresso in Vaticano il giorno successivo.
Quindi l’appuntamento del giorno 8 non è più presso la Curia Generalizia dei Padri Gesuiti ma presso la Sala Marconi della Radio Vaticana in Piazza Pia n. 3 (inizio di Via della Conciliazione) verso le ore 18 in modo tale da avere qualche momento di incontro.
Cordiali saluti
Avv. Emilio ARTIGLIERI
GIOVEDÌ 9 OTTOBRE 2008 - ORE 11,30 ROMA - BASILICA VATICANA CAPPELLA PAPALE IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO DEL TRANSITO DEL SERVO DI DIO PAPA PIO XII
“ Il Congresso dei delegati delle Comunità Israelitiche Italiane, tenutosi in Roma per la prima volta dopo la Liberazione, sente imperioso il dovere di rivolgere reverente omaggio alla Santità Vostra ( Pio XII ), ed esprimere il più profondo senso di gratitudine che anima gli ebrei tutti, per le prove di umana fratellanza loro fornite dalla Chiesa durante gli anni delle persecuzioni... Gli ebrei ricorderanno perpetuamente quanto, nel tremendo periodo trascorso, per disposizione dei Pontefici, la Chiesa ha fatto per loro” ( Mozione approvata nel III Congresso delle Comunità Israelitiche Italiane tenutosi a Roma nel 1946 )
Giovedì 9 ottobre 2008
Basilica Vaticana, ore 11.30
CAPPELLA PAPALE
Santa Messa in occasione del 50° della morte
del Servo di Dio Papa Pio XII
Cari amici,
si avvicina la data del 9 ottobre, ricorrenza del 50esimo della morte del Servo di Dio PIO XII.
La prima iniziativa che segnaliamo è quella di un importante Convegno che si terrà a Roma dal 15 al 17 settembre, a Palazzo Salviati, in Via della Lungara, 82, sede del Centro Studi Militari.
A questo Convegno, in cui presenteranno le loro relazioni, tra gli altri, Suor Margherita Marchione e il Dott. Andrea Tornielli, parteciperanno soprattutto esponente ebraici che vogliono manifestare la loro stima e gratitudine nei confronti del grande Pontefice, smentendo l'odiosa calunnia nei suoi confronti.
E' un momento davvero importante per ricostruire la verità storica, per cui spero in un'ampia partecipazione di quanti hanno a cuore la figura del Pastor Angelicus.
Avv. Emilio ARTIGLIERI